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Ugento |
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Ugento sorge su una Serra, a 107 metri sul livello del mare. (Fig. 1) Il sito, occupato nel corso dei secoli da numerose popolazioni, si distingue per importanza e prestigio già in epoca preistorica e protostorica con l'insediamento di Grotta Focono e quello abitativo di Le Pazze. Le moderne costruzioni dell'abitato, sviluppatesi prevalentemente negli anni sessanta-settanta, si sovrappongono alla città antica: lo spazio abitato dagli ugentini è rimasto pressoché lo stesso che hanno vissuto i messapi, i romani, i bizantini e tutte le altre popolazioni che si sono affacciate nel corso degli anni al panorama salentino. Ugento Messapica Ugento rientra pienamente nel quadro descritto sulle caratteristiche dei centri messapici. Infatti l'abitato si trova sulla sommità di una serra e a 6 km. dal sito litoraneo oggi chiamato Torre San Giovanni, che presto diviene il suo scalo portuale. (Fig. 2)
La presenza di un tracciato murario di ampia estensione sia nella città che nel porto è eloquente testimonianza della potenza economica e militare raggiunta da Ugento nel IV secolo a.C. Era dunque necessario difendere dalle incursioni piratesche e da altri rischi un'intensa attività commerciale, estesa in un ampio raggio del Mediterraneo; segni di questo dinamismo sono la grande quantità di anfore rinvenute nei pressi dell'antico porto e nei fondali ad esso antistanti e le monete proveniente da città della Magna Grecia, della Grecia, del Nord Africa e poi da Roma e da altre province dell'impero.
L'economia di Ugento era essenzialmente legata all'agricoltura (produzione di vino, olio e cereali), e dal II secolo a.C. è attestata la presenza di botteghe artigianali per la produzione di anfore e altro vasellame da trasporto. Dal III secolo a.C. la città iniziò a coniare una propria moneta, sebbene le emissioni della zecca ugentina avessero funzione di moneta sussidiaria e fossero legate ad una circolazione locale. Sulle monete si vedono rappresentate le effigi di divinità come Zeus, Eracle, Atena e, in epoca romana, Giano Bifronte. (Fig. 3) La presenza di divinità del pantheon ellenico conferma l'influenza culturale che proveniva dal mondo egeo, influenza che riguardava l'estetica artistica e l'acquisizione di un alfabeto fatto di segni grafici greci. La profonda influenza che la cultura greca ha avuto per i Messapi di Ugento non deve ingannare sulla loro fierezza e sul loro istinto di indipendenza politica ed economica. Il rapporto con le genti dell'Egeo è, infatti, allo stesso tempo, costituito da scambi culturali, conflittualità e desiderio di indipendenza. La cinta muraria La ricostruzione dell'intero percorso, avvenuta grazie a studi recenti, porta a considerare l'antica Ozan (Ugento) come il più esteso centro abitato dell'intera Messapia. (Fig. 4)
Le indagini suddette hanno infatti permesso di delineare l'ampiezza del perimetro delle mura, che è di circa 4.900 metri, e quantificare l'area racchiusa al loro interno, che corrisponde a 145 ettari. Si ipotizza, inoltre, che ben undici fossero le porte d'ingresso che si aprivano nel tracciato, e che corrispondevano ad altrettante vie di comunicazione tra Ugento e i centri limitrofi. La cinta muraria era, tra l'altro, dotata da torri di avvistamento a pianta quadrata, posizionate in punti strategici come gli angoli del circuito e i punti di ingresso alla città.
All'esterno si trovava un fossato difensivo (rinvenuto però solo nel versante orientale del perimetro), presumibilmente utilizzato anche come cava estrattiva dei blocchi di calcarenite da impiegare nei parametri esterni ed interni. Le mura sono formate da due cortine a grandi blocchi parallelepipedi di calcare locale disposti per lungo nella cortina interna e alternativamente per lungo e di testa in quella esterna. Tra le cortine si trovava un riempimento, emplekton, di pietre e terra. In base alle caratteristiche strutturali si può presumere che il circuito risalga al IV secolo a.C., pur mancando una datazione precisa. Oggi si conserva circa la metà dell'antico percorso murario, soprattutto nella parte settentrionale, in quella orientale e in quella sud-occidentale dell'abitato, ovvero in quegli ambiti non soggetti alla forte espansione edilizia avvenuta tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. La Necropoli Analizzando la planimetria dell'antico abitato di Ugento e quindi anche della sua cinta muraria difensiva, si ha modo di comprendere una logica ben precisa nel posizionamento delle aree di sepoltura della fase messapica in relazione all'agglomerato urbano. (Fig. 6)
Si può infatti notare come le quattro principali necropoli di questo periodo si dispongano in aree a ridosso del perimetro difensivo e in linea rispetto ad assi viari che collegavano Ugento ad altri centri vicini. Nella zona sud-ovest della città, nei pressi dell'attuale via Acquarelli, è stata rinvenuta un'area sepolcrale il cui periodo di utilizzo è attestato dal VI al II secolo a.C. Le tombe sono a cassa di lastroni e a sarcofagi monolitici, disposti lungo il tracciato di un'antica via (oggi ricalcata da via Acquarelli) che doveva mettere in comunicazione Ugento con Torre S. Giovanni, suo scalo portuale. Un'altra necropoli è stata scoperta nella zona ovest della città, nei pressi dell'attuale via Peri. La via moderna si sovrappone ad un antico asse viario, che attraversava la cinta muraria in direzione ovest. In prossimità della porta, all'esterno e all'interno, sono state rinvenute altre tombe a cassa di lastroni il cui corredo è databile tra il IV e il III secolo a.C. (Fig. 5)
Nella parte nord-ovest del tracciato murario, nell'angolo tra l'odierna via Mandorle e via Petrella, si trovava un'altra porta d'ingresso alla città: da qui doveva transitare la via Sallentina. Ai lati di una delle strade - oggi ricalcata da via Mandorle - che si congiungevano a questa via si disponevano le tombe di IV e III secolo a.C., del tipo a cassa di lastroni. La quarta necropoli messapica è stata rinvenuta in località Sant'Antonio, nella parte settentrionale racchiusa dal tracciato murario e nelle vicinanze di un asse viario che usciva da Ugento con direzione nord. (Fig. 7) La più antica sepoltura è datata al VI secolo a.C., ma tutte le altre tombe sono di IV-III secolo a.C., del tipo a semicamera di lastroni. Alcune di esse avevano le pareti interne intonacate e decorate a pittura con motivi lineari rossi e blu. Vi sono, infine, piccoli gruppi di tombe rinvenuti in zone interne centrali alla città, così come anche singole sepolture, alcune delle quali di grande prestigio e ricchezza, come la Tomba dell'Atleta.
Tratto da: Guida Archeologica di Ugento, Scirocco, Ugento, 2007
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