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Ugento in Età Romana |
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Ugento in età romana
Il passaggio dalla città messapica al Municipium romano è privo di eventi drammatici o repentini cambiamenti nel modo di vivere dei suoi abitanti. Le risorse che avevano resa ricca Ozan (Ugento) diventano ora forza economica dei coloni romani arrivati qui alla fine del Bellum Sallentinum, la campagna di conquista del 267-266 a.C. che segna l'inizio effettivo della romanizzazione del Salento. Continuano nel III e nel II secolo a.C. i contatti commerciali con la Grecia, con l'Africa (Cartagine soprattutto) e con gli altri porti dell'Italia meridionale, come attestato dal rinvenimento di vasellame da trasporto proveniente da questi luoghi.
Nella fase "romana" si evidenziano, in particola modo, i siti archeologici nel territorio di Ugento; all'interno del circuito murario, ad eccezione dei resti di ville rustiche nella zona nord-orientale della città, di una cisterna di notevoli dimensioni e dei resti dell'antica via Sallentina, non rimane granché dell'età romana. (Fig. 1) Si può affermare che qui i Romani ereditarono dai Messapi la ricchezza e l'organizzazione della produttiva campagna ugentina. Lo testimoniano le tracce di diverse fattorie, come quelle nei pressi di Masseria Torre Vecchia e Masseria Villa e siti di rinvenimento di ceramica di età ellenistico-romana. (Fig. 4) Anche i centri di produzione anforaria sono maggiormente presenti nell'ager di Ugento; si ricordi in proposito la bottega di Pullius e Gentius, nel vicino centro di Felline, le cui anfore erano destinate soprattutto all'esportazione. (Fig. 2)
In età imperiale Ugento sfruttò in modo particolare la rete stradale che, soprattutto in età traianea (II secolo a.C.) venne realizzata per rendere veloci ed efficienti le comunicazioni tra i vari Municipia del territorio (si veda in particolar modo la via Sallentina). La relativa tranquillità politica e il benessere economico durarono per buona parte dell'età tardo-antica, poiché Ugento non sembrò mai coinvolta nei drammatici eventi che distrussero l'Impero Romano. Con le Guerre Gotiche (VI secolo d.C.) e l'occupazione bizantina si conclude la storia dell'antica Uxentum (Ugento), iniziando un periodo storicamente e culturalmente diverso da quello del suo glorioso passato di città messapica.
Nel periodo romano gli spazi adibiti a sepoltura si trovano perlopiù nella parte esterna delle mura; ciò è da imputare ad una espansione edilizia della città tra II e I secolo a.C. (Fig. 2) Altri rinvenimenti si hanno in via del Mare, in località Pero, località Terra d'Aia (attuale via Edison) e - unico caso - all'interno della città dove è stato rinvenuto un recinto funerario con incinerazioni in olle ad impasto grezzo. La tipologia ricorrente per le tombe di età tardo-repubblicana e imperiale è quella dell'incinerazione conservata in contenitori ceramici di impasto grossolano (olle, cistae soprattutto). I vasi cinerari venivano poi deposti in pozzetti poco profondi ricoperti da sottili lastre di pietra. Gli elementi di corredo si trovavano nei pozzetti, accanto ai contenitori.
Tratto da: Guida Archeologica di Ugento, Scirocco, Ugento, 2007
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