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Ugento in Età Medievale |
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Ugento in età medievale
La cripta del Crocifisso ad Ugento, situata sul bivio che dalla città porta a Melissano, si presenta come un ipogeo adibito nei secoli a luogo di culto nel contesto del piccolo villaggio rupestre che lo circonda proprio in prossimità dell'antica cinta muraria messapica. (Fig. 1) Sicuramente fu meta di pellegrinaggi in quanto sorge sul tracciato della via Traiana Sallentina. La frequentazione del sito è da collocarsi in pieno periodo bizantino (VIII secolo d.C.). L'invaso, di forma trapezoidale, è per metà cavità carsica naturale, oggetto poi di allargamenti che hanno condotto alla forma attuale. Se tipico del Basso Salento è il contesto del villaggio rupestre, desueti - se non unici - sono sia le decorazioni che ricoprono la volta, sia il ciclo pittorico che avvolge il perimetro interno dell'ipogeo. Scudi crociati rossi e neri sono campiti sul soffitto, forse come generico rimando ai blasonati Ordini cavallereschi Teutonici e Templari.
Sempre sulla volta sono presenti figure fantastiche come l'Idra, il Grifone e altre mostruose creature frequentemente descritte nei bestiari medievali, ibridi di animali e esseri umani. La loro presenza richiama simbolicamente gli ordini cavallereschi, ma svolge anche una funzione magico-apotropaica. (Fig. 2) Sulla parete settentrionale della Cripta è dato ampio spazio alla figura della Vergine in piedi che con il capo chino ascolta il messaggio dell'Arcangelo Gabriele raffigurato in dimensioni più piccole rispetto alla figura principale. All'Annunciazione segue l'immagine dell'Arcangelo Michele venuto alla luce nel corso degli ultimi restauri, quando, rimuovendo strati recenti di calce sono riapparse numerose figure affrescate. Sulla parete orientale è addossato un altare seicentesco sormontato da un affresco ad esso contemporaneo, raffigurante la Crocifissione; il Cristo sovrasta le figure di Giovanni e della Maddalena la quale, con lo sguardo rivolto all'osservatore, stringe fra le mani i lunghi capelli. Tale affresco è quello di realizzazione più tarda e dà il nome all'intera Cripta.
Sulla stessa parete si staglia una rappresentazione di San Nicola, raffigurato nell'iconografia canonica, ovvero vestito con il vestito episcopale bizantino, benedicente alla greca e recante nella mano sinistra il testo sacro decorato da una croce. All'estremità della parte settentrionale è raffigurato il Cristo Pantocreatore, a mezzo busto, con la mano destra benedicente alla greca. (Fig. 3) Infine sulla parete orientale, a conclusione del ciclo pittorico troviamo due affreschi riguardanti la Vergine: nel primo, in discrete condizioni, è seduta sul trono e sostiene tra le braccia il Bambino, nel secondo, è a figura intera con un giglio nella mano destra (forse un rimando alla casata angioina) e sul braccio destro il Bambino recante un singolare orecchino a forma di croce.
Nel 2004-2005 la Cripta è stata interessata da lavori di scavo rivolti alle sepolture che circondano il perimetro dell'ipogeo all'interno del banco tufaceo; a ovest dell'attuale ingresso sono state rinvenute otto tombe, ad una profondità di oltre tre metri. Tali tombe sono poste sull'antico piano di calpestio, obliterate poi, insieme all'antico ingresso, a causa di alluvioni che hanno portato all'apertura, in fase seicentesca, dell'attuale entrata. (Fig. 4) Il complesso rappresenta una testimonianza di grande valore storico-artistico sia per la ricchezza delle decorazioni interne sia per la sua collocazione all'interno delle antiche vie di pellegrinaggio. Oggi la Cripta, grazie all'acquisizione al patrimonio del Comune di Ugento e ai recenti interventi di restauro, è aperta alla pubblica fruizione.
Tratto da: Guida Archeologica di Ugento, Scirocco, Ugento, 2007
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