Lecce - Piazzetta Castromediano

(Scavi)

 

Lecce

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Piazzetta Castromediano

         

Fig. 1) Lecce - Piazzetta Castromediano

Ricostruzione di Lecce in Età Romana. Sulla destra Piazza S. Oronzo e Piazza Duomo

(Reallizzazione grafica Inklink Firenze

ideazione Prof. F. D'Andria)

     Lecce rappresenta un esemplare caso di studio, essendo un centro pluristratificato, caratterizzato da un complesso e articolato palinsesto urbanistico e architettonico. Il cantiere archeologico di Piazzetta Castromediano, situata nelle immediate vicinanze di Piazza S. Oronzo, a Nord dell’anfiteatro romano, è stato programmato secondo una strategica pianificazione in accordo con l’Amministrazione Comunale e rappresenta una straordinaria occasione di conoscenza del patrimonio del sottosuolo leccese.  Piazzetta Sigismondo Castromediano, ricavata negli ultimi anni dell’ottocento dall’allargamento della via Matteo da Lecce, è sita nel centro storico cittadino in una zona centrale posta in adiacenza con il Palazzo Municipale poco distante dalla chiesa di S. Croce e dal Palazzo dei Celestini.

      

Fig. 2) Lecce - Piazzetta Castromediano

Area di scavo e rielivo dell'area di scavo

     Gli scavi sono stati effettuati in un’area già indagata, anche se solo parzialmente, nel 1934, quando furono individuati i resti di una tomba messapica. Nel 2002 i lavori di manutenzione della rete dei sottoservizi hanno messo in luce livelli archeologici e strutture rendendo necessario l’ampliamento dell’area di scavo e l’intervento dell’Università di Lecce; negli anni successivi (2002-2005) sono state eseguite indagini archeologiche dirette dal Prof. Francesco D’Andria e condotte da un’équipe di archeologi del Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Lecce, in accordo con la Soprintendenza per i beni Archeologici della Puglia (Ufficio operativo di Lecce) grazie ai finanziamenti del Comune di Lecce. L’intervento ha interessato un’area di circa 3600 mq. ed ha permesso di identificare una complessa stratificazione che attesta varie fasi di frequentazione della zona comprese tra l’Età del Ferro e l’Età Contemporanea.

 


 

Trapetum e lacus olearius di età romana (I secolo a.C.)

         

Fig. 3) Lecce - Piazzetta Castromediano

Ricostruzione del trappeto di età romana, I sec. a.C.

(Reallizzazione grafica Inklink Firenze

ideazione Prof. F. D'Andria)

Il lacus olearius (fossa olearia) appartiene ad un impianto più complesso interpretato come trapetum (trappeto). E’ databile al I secolo a.C., quando il Salento (l’antica Calabria) era centro di produzione dell’olio, esportato in tutto il Mediterraneo. L’impianto è abbandonato nel II secolo d.C. quando la produzione salentina fu soppiantata dall’olio spagnolo, meno costoso. In un vasto ambiente pavimentato in cocciopesto erano collocate le presse: cabaletti portavano l’olio nella fossa olearia profonda ca. m. 2,60, rivestita in cocciopesto, con scaletta e pozzetto di decantazione sul fondo. Il trappeto romano costituisce il primo rinvenimento del genere a sud di Foggia. L’olio era esportato in anfore prodotte dalle officine che sono state identificate a Brindisi (Apani e Giancola) e Lecce (S. Cataldo).

 

 

 


Fig. 4) Lecce - Piazzetta Castromediano

Ricostruzione del deposito oleario,

XVI sec. d. C

(Reallizzazione grafica Inklink Firenze

ideazione Prof. F. D'Andria)

Deposito oleario (XVI secolo d.C.)

 

          Si tratta di un vasto ambiente sotterraneo con pavimento a m. -3,60 dal livello della piazza. Si accede da una scaletta sul lato nord; presenta una muratura a blocchi squadrati con notevole cura. Sulle pareti laterali si aprono cisterne simili alle pile di pietra presenti ancora oggi nelle masserie , ma scavate nella roccia. Il vano centrale era coperto da una volta a botte: presenta un corridoio con parapetti funzionali alla raccolta dell’olio. L’edificio rappresenta un raro esempio di deposito oleario di età aragonese.

 

 

 

 

 


Deposito oleario (XVII secolo d.C.)

 

Fig. 5) Lecce - Piazzetta Castromediano

Deposito oleario (XVII sec. d. C.)

      Si tratta di un vasto ambiente sotterraneo a pianta rettangolare, con pavimento a lastre di pietra, alla quota di m. -3,25 dal livello della piazza. Si accede attraverso una scaletta; sui lati, inquadrate da un arco, erano cisterne scavate nella roccia; sul pavimento erano presente tombini delle cisterne olearie. La struttura è legata alla conservazione dell’olio. Questo complesso fu distrutto alla fine dell’800 per creare la piazza Matteo da Lecce, ora intitolata a Sigismondo Castromediano.

 

 

 

 

 


Fig. 6) Lecce - Piazzetta Castromediano

Pozzo-cisterna (XVI sec. d. C)

Pozzo-cisterna (XVI secolo d.C.)

 

Si tratta di una cisterna scavata nella roccia profonda m. 2,50 a cui era collegato un pozzetto attingitoio; era utilizzata per la raccolta dell’acqua. All’interno è stato rinvenuto un ricchissimo scarico di vasi (tra cui alcune maioliche policrome).

 

 

 

 

 

Tratto da:

Archeologia urbana a Lecce - Indagini in Piazzetta Castromediano,

Responsabile Scientifico: Prof. F. D'Andria,

Planimetrie: F. Ghio,

Fotografie: Archivio Università di Lecce,

Testi: F. D'Andria, C. Polito, A. Quercia, P. Erroi,

Progetto Grafico: C. Notario

 

Bibliografia:

C. De Giorgi,

Lecce sotterranea. Relazione sugli scavi archeologici eseguiti in Lecce dal 1900 al 1906,

Lecce 1907, [Bologna 1977]

 

M. Bernardini,

Lupiae,

Lecce 1959

 

F. D'Andria (ed.),

Lecce romana e il suo teatro,

Galatina 1999

 

F. D'Andria,

Il sottosuolo come risorsa di conoscenza e di sviluppo. Archeologia urbana, metodi e prospettive di ricerca,

in M. De Stefano (ed.),

Lecce. Riqualificazione e valorizzazione ambientale, architettonica e archeologica del centro storico,

Roma 2004