Cavallino

Cavallino

Fig. 1) Cavallino - Pianta e aree di scavo

(C. Notario, 2003)

          Presso il moderno centro di Cavallino, a circa 5 chilometri a sud-est di Lecce, giace un insediamento messapico di età arcaica, il cui nome antico ci è sconosciuto e di cui l’abitato moderno occupa una parte dell’estensione. Tale insediamento è racchiuso all’interno di una grande opera di fortificazione. Le mura abbracciano un’area di circa 69 ettari di terreno ed hanno uno sviluppo di 3100 metri. (Fig. 1) Le strutture antiche sono costruite sul banco di calcarenite (la cosiddetta pietra leccese) in gran parte affiorante, nel quale è scavato il fossato, largo in media 3,50 metri e profondo metri 2,50, che costituisce allo stesso tempo l’area di cava per l’estrazione dei blocchi con cui è realizzata la fortificazione.

Fig. 2) Cavallino - Ricostruzione della Porta Nord-Est (VI sec. a. C.)

(C. Notario, 2003 - Inklink Firenze)

          La zona più settentrionale dell’abitato è costiuita da due altre cerchie murarie, realizzate con la medesima tecnica costruttiva. Le mura di cinta hanno uno spessore variabile tra i 3,50 e i 4 metri, a seconda delle zone, con un parametro esterno a grandi blocchi appena sbozzati ed uno interno realizzato con pietre di minore dimensioni. All’interno il riempimento è costituito da gettate di terra, pietre e schegge di calcare. L’impianto della città arcaica, a cui appartiene la fortificazione, si sovrappone ad insediamenti di epoca precedente. Il primo, che dai dati oggi disponibili sembra essere in gran parte concentrato nell’area settentrionale della zona archeologica, è costituito da un villaggio di capanne dell’età del Bronzo (XVI-XV sec. a.C.), in parte tagliato dallo scavo del fossato di età arcaica.

Fig. 3) Cavallino - Fondo Casino

capanna di età messapica

(VI - V sec. a. C.)

(autore: C. Notario)

          Per un lungo arco di tempo l’area viene abbandonata. Nell’VIII secolo a.C. si assiste ad una rioccupazione del sito, con la costruzione di capanne a pianta ovale o absidata, sparse in quasi tutta l’area che verrà in seguito occupata dall’abitato di età arcaica. Con la costruzione della cinta fortificata alla metà del VI secolo a.C., l’abitato di Cavallino assume caratteri che sono stati definiti protourbani. L’area interna della città è solcata da una serie di assi stradali che sembrano convergere dalle varie porte aperte nella fortificazione, verso una grande area centrale all’insediamento, interpretata come grande piazza pubblica.

Fig. 4) Cavallino - Fondo Casino

Casa riferibile a gruppo dominante; il vano A presenta dimensioni superiori alla media (lunghezza 10 m.); nel vano B era collocato il telaio; nel cortile triangolare si macinavano i cereali.

(C. Notario, 2003)

          Poco distante una grande depressione naturale del terreno (probabilmente una dolina) forma una specie di bacino naturale (la zona oggi chiamata Cupa), verso cui convergono molte delle canalizzazioni di drenaggio, in parte scavate nel banco roccioso e in parte costruite con blocchi di calcare. Particolare importanza sembra avere l’asse viario che taglia la città da Nord a Sud, partendo dalla Porta di Nord Est. (Fig. 2) Lungo gli assi stradali si dispongono i quartieri di abitazione; a volte le case si affacciano sulle strade con una certa regolarità (fondo Pero, fondo Sentina), mentre in altri casi le strade sembrano dividere delle aree in cui gli edifici si dispongono intorno a degli spazi aperti, senza seguire alcun criterio di ortogonalità (fondo Casino).

Fig. 5) Cavallino - Fondo Pero

Pithos a decorazione geometrica bicroma

(F. D'Andria, 1977)

          Forse in questi quartieri continuavano a vivere gruppi familiari unitari, veri e proprio clan, che disponevano le loro abitazioni in uno spazio comune, probabilmente gravitante intorno alla residenza del personaggio più importante del gruppo. Il rinvenimento di alcuni frammenti architettonici decorati, in calcare locale,  permette di ipotizzare la presenza, all’interno della città, di edifici di carattere pubblico o culturale. L’abitato arcaico di Cavallino, al momento della sua massima espansione, viene improvvisamente colpito da una grave crisi, che ne provoca un rapido abbandono, entro il primo trentennio del V secolo a.C. (Fig. 3-4) Tutto fa pensare ad una distruzione violenta dell’insediamento: le mura di fortificazione sono distrutte e rovesciate all’interno del fossato, stesso luogo dove vengono gettati i cippi, dopo essere stati spezzati volontariamente; i muri delle abitazioni recano tracce di bruciato, le cisterne vengono riempite di pietre in modo da non poter più essere utilizzate. Da questo momento in poi nell’area sono attestate solo sporadiche frequentazioni (tra V e III secolo a.C.), rappresentate dalla presenza di sepolture scavate nei crolli delle abitazioni di età arcaica, che indicano come ormai la città fosse abbandonata e dovesse far parte del territorio dei centri vicini come Rudiae e Lupiae.

Fig. 6) Cavallino

Cratere a figure nere

Ulisse richiama Achille alla battaglia contro i Troiani

(metà VI sec. a. C.)

(C. Notario, 2003)


Altre notizie su Cavallino

          Nel 2000 nasce il Cantiere Scuola di Archeologia, per il potenziamento dei servizi offerti dalla Facoltà di Beni Culturali dell'Università di Lecce per la didattica e la ricerca nel settore storico - archeologico. All'interno di un'area recintata sono state istallate delle strutture prefabbricate che coprono una superficie di circa 100 m².

Fig. 7) Cavallino - Il dott. Notario da lezione di rilievo sullo scavo

L'interno è suddiviso in tre zone: un laboratorio polifunzionale per lo studio dei reperti rinvenuti nelle operazioni di scavo, un magazzino per la loro conservazione e un settore foresteria, per l'accoglienza di studenti. Un'aula all'aperto permette lo svolgimento di lezioni sul campo. Ogni anno decine di studenti di Università italiane e straniere possono così partecipare alle indagini archeologiche ed apprendere le metodologie e le tecniche della ricerca. (Fig. 7)

          Nel 2003 nasce il Museo Diffuso di Cavallino e completa le strutture del Cantiere Scuola di Archeologia. Una grande costruzione in carpenteria metallica, coperta con una struttura in policarbonato, ne costituisce l'ingresso. Salendo sulla sommità di questa piattaforma (un balcone sulla storia) è possibile abbracciare con lo sguardo l'intero sito. (fig. 8) Qui è stato installato un totem multimediale che permette di effettuare una visita guidata virtuale dell'area. I percorsi allestiti all'interno del Museo mostrano le emergenze archeologiche, il paesaggio rurale e le trasformazioni operate dall'uomo nel corso dei secoli.

Fig. 8) Cavallino - Ingresso al Museo Diffuso

(C. Notario, 2003)

 

 

 

Tratto da:

C. Notario,

Cavallino Museo Diffuso,

Editore Movimedia, Lecce, 2003

 

F. D'Andria,

Cavallino (Lecce): ceramica ed elementi architettonici arcaici,

in Antiquité - Mélanges de l'école française de Rome,

Tomo 89, 1977, n° 2

 

F. Piccarreta – G. Ceraudo,

Manuale di aerofotogrammetria archeologica – metodologia, tecniche e applicazioni

EdiPuglia, Bari, 2000

 

F. Piccarreta,

Rocavecchia,

in V. Cazzato – M. Guaitoli (a cura di)

Lo sguardo di Icaro

Congedo Editore, Galatina, 2005