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I Metodi della ricerca archeologica |
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Le tappe della ricerca archeologica sono: 1) la formulazione di un progetto, a sua volta basato su un'ipotesi di partenza, su ciò che si vuole indagare, sui metodi che si utilizzeranno, sulle risorse che si intende impiegare; 2) il recupero dei dati archeologici su cui si vuole lavorare, che avverrà in base all'effettuazione delle due principali tecniche elaborate dalla nostra disciplina, il <<survey>> (o ricognizione di superficie) e lo scavo; 3) la classificazione dei dati raccolti nella precedente fase della ricerca, in base alla loro funzione, forma, datazione e, eventualmente, inquadramento culturale; 4) l'interpretazione dei dati così classificati, che ne consenta una loro più ampia lettura storico-antropologica e, a livello generale, costituisca la verifica (o la confutazione) dell'ipotesi di partenza; 5) edizione definitiva della ricerca compiuta per la comunità scientifica e, allo stesso tempo, lo sforzo di divulgazione dei risultati della stessa. [...] Vanno sottolineate alcune significative differenze: 1) il carattere distruttivo, di esperimento irripetibile, di un'operazione fondamentale come quella dello scavo (e, in una certa misura, anche dei survey); 2) la parziale imprevedibilità del comportamento umano, caratteristica che può in qualche misura precluderci la comprensione della ragione delle scelte insediative, del motivo di alcune ricorrenti crisi della società estinte o del modello di organizzazione sociale di cui sono riflesso le pratiche funerarie; 3) l'estrema frammentarietà di quello che gli studiosi americani "record" (cioè l'insieme delle testimonianze) archeologico, un fatto che ci deve rendere consapevoli dell'impossibilità pratica di "spiegare", in alcuni casi, i dati che recuperiamo.
Tratto da: A. Guidi, I metodi della ricerca archeologica,
Editori Laterza,
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