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Com'è fatto il territorio del Comune di Ugento del Salento
leccese - Il comune di Ugento si estende lungo la costa sud
occidentale della provincia di Lecce con una superficie territoriale
complessiva di 99 kmq e con una densità (120 ab/kmq) pari a circa la
meta di quella provinciale.
L'agricoltura interessa quasi il 60% del territorio comunale, con
una SAU di quasi 6.000 ha ed oltre 3.600 aziende, caratterizzate da
dimensioni medie estremamente contenute (1,6 ha); inoltre 2400
aziende che rappresentano l'80% del totale possiedono circa 2900
ettari ovvero il 40% della Superficie Agraria Utilizzata. Le
restanti 1200 aziende possiedono 3100 ettari con una superficie
media di 3 ettari circa.
Le criticità
dell'Agricoltura di Ugento - Sono sotto gli occhi di tutti i
cambiamenti nelle scelte dei consumatori e dei cittadini riguardo il
ruolo dell'agricoltura e dei suoi prodotti, che si traduce in una
nuova domanda di servizi relativi alla salute,all'ambiente e al
paesaggio.
A Ugento del Salento leccese abbiamo a che fare con un'area
caratterizzata da forte antropizzazione,dall'invecchiamento degli
agricoltori, dall'insufficienza del turn-over nella conduzione di
aziende agricole e dalle difficoltà legate al livello di istruzione.
Problemi che, presi insieme, portano a farci ipotizzare che la
sostenibilità dell'agricoltura in questa zona del Salento debba
essere ancora raggiunta.
La crisi del mercato
agricolo e le nuove opportunità per l'agricoltura - I costi ed i
prezzi sul mercato dell'olio e dei prodotti della terra sono
diventati così bassi che si è reso necessario, a livello
comunitario, un rilancio dell'agricoltura in chiave multifunzionale,
dando la possibilità ai conduttori agricoli di non essere più
soltanto dei produttori di beni alimentari di consumo, bensì di
consentire loro l'accesso a mercati più ampi, come ad esempio il
turismo sostenibile legato ai piccoli centri rurali, o gli alimenti
biologici.
Il settore turistico di
Ugento - Decisamente più dinamico appare il settore turistico
caratterizzato da una recettività alberghiera che ha superato, nel
2006, i 7.400 posti letto, che rapportato al numero di residenti,
supera il 63% (7% a livello provinciale).
L'accoglienza si basa soprattutto su villaggi turistici (circa 4000
posti letto) che vedono una decisa prevalenza di clientela tedesca.
L'oliveto che monopolizza
l'entroterra con la conversione del "seminativo" e la sottrazione di
aree naturali a macchia mediterranea - Uno studio di Dadamo ed
altri ha analizzato l'uso del suolo nel litorale di Ugento tra gli
anni 1943-2005, evidenziando le principali linee direttrici di
cambiamento seguite dall'area in questione. Ai fini di una analisi
qualitativa dell'uso del suolo nell'area di studio, è stata
ricostruita una cartografia tematica attraverso le informazioni ed i
dati presenti nella cartografia storica dell'IGM e nei dati delle
statistiche murattiane del 1811. Tali osservazioni hanno permesso di
comprendere come fino al XIX secolo, il litorale ugentino fosse
interamente ricoperto da paludi lungo la costa,
mentre l'entroterra era occupato da aree a macchia e pineta,
lasciando ancora pochi spazi per un utilizzo agricolo dello stesso.
Allontanandosi dalla costa, l'oliveto rappresentava la principale
coltura della zona.
Il Parco per ottenere
prodotto di qualità - L'olivicoltura di Ugento, nonostante le
favorevoli condizioni pedoclimatiche, la consolidata esperienza e la
presenza di operatori della fase di trasformazione, presenta
notevoli elementi di criticità riconducibili alla rilevante quantità
di oli di scarsa qualità (lampante).
In questa situazione la presenza del Parco può e deve rappresentare
un incentivo all'adozione di sistemi di produzione rispettosi
dell'ambiente, ma sicuramente deve innescare un meccanismo di
valorizzazione delle produzioni locali per le quali la compatibilità
ambientale sia punto di forza per l'ottenimento di un apprezzamento
adeguato del prodotto.
Il disciplinare di
produzione dell'olio extra vergine bio del parco di Ugento - Una
prima ipotesi é sicuramente l'adozione di un disciplinare di
produzione che porti al riconoscimento di un marchio collettivo, che
richiami l'origine e la scelta di metodi di produzione fortemente
miranti alla riduzione degli impatti ambientali.
Con questo presupposto sarà possibile intraprendere azioni di
promozione e valorizzazione commerciale dei prodotti non solo del
Parco ma dell'intero territorio comunale, facendo affidamento sulla
"disponibilità a pagare" per prodotti o servizi che, proprio in
virtù della loro origine (Parco o area immediatamente adiacente),
siano dotati di particolari caratteristiche di tipicità, salubrità,
oltre che ottenuti con metodi di produzione rispettosi
dell'ambiente.
Nel lungo periodo, anche grazie alla attività di promozione presso i
turisti stranieri, potranno essere valutate ipotesi di realizzazione
di interventi di promozione all'estero.
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Tratto da:
Antonio Bruno, Dottore Agronomo (Esperto in diagnostica urbana e
territoriale titolo Universitario International Master's Degree IMD
in Diagnostica Urbana e territoriale Urban and Territorial
Diagnostics).
Bibliografia:
- G. De Blasi, A. De Boni, R. Roma, Redditività delle produzioni
biologiche e sostenibilità ambientale nelle aree protette. Il caso
dell'olio d'oliva nel Parco litorale di Ugento (LE).
- Dadamo Marco, Simone Zecca, Nicola Zaccarelli e Giovanni Zurlini,
Traiettorie evolutive della fascia costiera: Il caso del litorale
di Ugento (Prov. Le).
- Simone Zecca, Irene Petrosillo, a Nicola Zaccarelli, a Giovanni
Zurlini, Dinamica territoriale nel Parco Regionale di Ugento
(Prov. di Lecce).
- Riccardo Vallini, L'agricoltura come base per lo sviluppo e la
sostenibilità delle aree protette: il caso del parco di Veio.
- Luigi Stanca, Il ruolo dell'agricoltura e problematiche
gestionali nel parco naturale regionale litorale di Ugento.
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