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Beni Culturali, investo o non investo: questo è il problema!

 

         Incentivi fiscali alla Cultura.
        In un Paese come l’Italia con più della metà del patrimonio culturale mondiale, i beni culturali da tutelare sono infiniti, e notevoli sono i fondi necessari alla loro conservazione, fruizione e valorizzazione.
E’ vero che , secondo l’art. 9 della Costituzione, la Repubblica ha il compito di «promuovere lo sviluppo della cultura…» e di assicurare la tutela «del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione », e si intende per Repubblica un ”palazzo” costituito da Comuni, Province, città metropolitane, Regioni e Stato (art. 14). Ma è altrettanto vero che è impensabile, visto la realtà culturale italiana, che tutto il denaro necessario al sostegno del settore dei beni culturali arrivi esclusivamente dallo Stato. E allora quale ruolo hanno in questo panorama i cittadini di tale Repubblica ?!?
          La forte azione “comunicativa” che, negli ultimi tempi, si sta compiendo a favore del settore dei beni culturali ha probabilmente lo scopo di sensibilizzare il pubblico a tali problematiche, con la speranza che si formi una nuova responsabilità sociale da parte dei privata e delle imprese! Così, con l’intento di rendere più allettante l’investimento in beni culturali, sono stati approvati interessanti incentivi fiscali fruibili da privati e da imprese.
          Tali agevolazioni fiscali variano dalla possibilità di dedurre, in tutto o in parte, l’erogazione liberale o il costo sostenuto dall’impresa per un evento culturale o per l’acquisto di un bene artistico, dal reddito su cui si pagano le imposte IRE (ex IRPEG) ed IRES (ex IRPEF). Per fare un esempio, se tale reddito è pari a 1000, l’imposta al 30% ed il costo detraibile a 200, il risparmio d’imposta è pari a 60, ovvero al 20% di quanto altrimenti dovuto. E’ possibile anche pagare l’IVA con una percentuale inferiore a quella ordinaria.

          Ad esempio se un costo è di 500, l’IVA applicabile non è del 18% come nella gran parte dei casi di cessione di beni o prestazioni di servizio, ma è del 10% e quindi si consegue un significativo risparmio d’imposta pari all’8% del costo(V. Pennini, 2005).
           E’, quindi, più conveniente per un privato o per un’impresa spendere in cultura!
Oggi la normativa, dopo varie disposizioni succedutesi nel tempo, prevede diversi ambiti di applicazione ognuno con il suo proprio trattamento fiscale :
· le donazioni alle Onlus
· la sponsorizzazione , caratterizzata da una prestazione corrispettiva nella quale l’impresa fornisce beni, servizi o denaro ed il percepente (lo sponsorizzato), per esempio un museo, assume obblighi tendenti a sviluppare un interesse attivo del pubblico nei confronti dell’impresa. Ovvero: la sponsorizzazione della pubblicazione libri d’arte, di una mostra, di un monumento, ecc.
· il mecenatismo, ossia un’erogazione liberale di denaro o altro
· la cessione di beni artistici o culturali come pagamento in natura delle imposte dirette.
           Come si può notare da questa rassegna descrittiva, gli incentivi e le agevolazioni fiscali per chi investe in cultura sono molteplici e piuttosto completi. Tanto più se si considera che, ad esempio negli Stati Uniti, le sponsorizzazioni sono soggette a vincoli di ammontare o a qualificazione ( da noi non esistenti!); o ancora, per le donazioni in denaro quasi ovunque esistono dei tetti massimi di deducibilità …Certo, bisognerà coordinare tali disposizioni e snellire qualche procedura applicativa, ma soprattutto occorre promuovere, divulgare e “pubblicizzare” tra i possibili sponsor e donatori il pacchetto di agevolazioni esistente!
           Per avere informazioni più dettagliate circa gli articoli ( TUIR ; DL 14.03.’05, n. 35 ) che regolamentano i vari ambiti di applicazione sopra descritti, mandare una mail all’Associazione che risponderà il più presto possibile.
 

 

Tratto da:

 Sarah Marinelli,

Beni Culturali, investo o non investo: questo è il problema,
http://associazioneantropologicataphos.blogspot.com/2005/10/beni-culturali-investo-o-non-investo.html

 

 

 

 

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