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Eventi e cultura: riaprirà la torre che ha stregato Lecce |
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Il futuro è già qui. «Un contenitore culturale di alto livello: mostre, incontri, eventi. No: niente pub, ristoranti e quant'altro: la Torre del Parco merita ben altro»: parola di Roberto Miglietta. Dal tessile al monumento-simbolo del Quattrocento: è lui, il titolare del marchio "Clausura", che, in punta di piedi e «senza chiedere soldi a nessuno», ha restaurato, recuperato e restituito alla città questo pezzo di storia (voluto nel 1419 da Giovanni Antonio Del Balzo Orsini) che era finito nel degrado. Un "regalo" per i leccesi - ma non solo - che hanno ricambiato, in occasione delle giornate del Fai, con un boom di visite come raramente accade, fra la torre ogivale, la passeggiata sopra gli archi di viale Don Minzoni e la palazzina dall'altra parte della strada. E con il secondo appuntamento già fissato: «Il prossimo 21 maggio - come spiega lo stesso Miglietta - in concomitanza con la manifestazione "Fior di barocco" organizzata dal Comune: sì, ne abbiamo già parlato con il sindaco Adriana Polibortone e c'è l'accordo per un'altra apertura della Torre del Parco». Niente "gelosie", insomma. Miglietta, che la Torre l'ha acquistata nel 1992 dai conti Romano, non vuole tenersela per sé ma aprila all'uso dei leccesi come turisti e degli appassionati: «E, allora, spero di riaprirla anche prima non appena sarà completato il recupero di altri vani dalla parte della palazzina che confina con la chiesetta e che si affacciano sul viale alberato: c'è un locale bellissimo che corrisponde agli ex uffici della Sud-Est e un altro ancora attiguo a quelli già ristrutturati». Ci stanno lavorando architetti e tecnici ma con attenzione certosina perchè va recuperato tutto nei minimi dettagli e perchè c'è la Sovrintendenza che "vigila" sui lavori. La scommessa di Miglietta, dall'altra parte, è di quelle che, se vinte, sono destinate a lasciare un segno: «Sarebbe facile aprirla la domenica e lasciarla lì "in balia" di visite occasionali con un custode che apre e chiude quando è possibile. Mi piacerebbe, invece, che si volasse più alto: programmare, cioè, una serie di eventi che costituiscano un vero e proprio richiamo per un pubblico ampio sì ma anche attento al luogo da visitare. Manifestazioni di alto livello, dunque, che abbiano come riferimento la cultura in senso lato: l'arte, una rassegna per il cinema, uno spazio per la moda che possa sposarsi bene con la monumentalità della Torre e del terrazzo». Che poi vuol dire utilizzare al meglio lo splendido belvedere già mattonato con i basoli della tradizione e dove è comparso qualche tavolino da cui godersi la vista di mezza città in direzione Porta San Biagio. «Ma sia chiaro - aggiunge Miglietta - che questo potrà essere il luogo soltanto per ritrovi speciali: un buffet ma solo se collegato ad un convegno o ad un incontro culturale. Una festa all'aperto ma se legata ad un evento speciale che faccia del complesso della Torre un vero motivo d'attrattiva». Non da solo, però. Lo dice subito Miglietta e ci mette pure una buona dose di umiltà: «Riconosco che faccio un altro mestiere, cioè l'imprenditore, e allora mi sembra doveroso mettere in piedi un progetto di gestione costruito su un'equipe di persone valide. Sì, di contatti ce ne sono stati già tanti ma voglio fare le cose per bene e preferisco la prudenza». Regione, Provincia di Lecce, Università e, soprattutto, Comune e altre associazioni salentine: glielo hanno già detto che «la disponibilità c'è ed è ampia». Lui, Miglietta, l'idea se l'è già fatta di come procedere: «Un comitato scientifico con veri esperti chiamati ad occuparsi di un progetto di uso che non lasci nulla intentato e che metta nero su bianco un programma di manifestazione che sia all'altezza di questo tesoro della storia e dell'architettura leccese». Un'altra chance per la Lecce che sta cominciando a riscoprire se stessa.
Tratto da: De Vincenzo Maruccio, Eventi e cultura: riaprirà la torre che ha stregato Lecce, in Nuovo Quotidiano di Puglia - Lecce, Martedì 28 marzo 2006 Anno VI - N. 85
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