ArcheoSalento - NEWS '06

 

Duemila anni di storia sotto i piedi - Da ieri il via alle visite

 

          L'anfiteatro romano torna protagonista. Primo giorno di visite nelle "gallerie" sotterranee e il bilancio, naturalmente provvisorio, è positivo in vista della prova del nove domenicale. Molti leccesi, gruppi di turisti e appassionati di archeologia che si sono inoltrati nel sottosuolo fra reperti, capitelli e colonne: un'apertura al pubblico senza grandi strombazzamenti - la campagna pubblicitaria arriverà più in là - ma che ha già cominciato a raccogliere il gradimento dei visitatori con il piano di fruizione curato da "Archeo" che ha messo insieme materiali dell'anfiteatro accuratamente restaurati e pannelli illustrativi che "accompagneranno" la visita ai sotterranei finora rimasti chiusi al grande pubblico. Cancelli aperti tutti i giorni - escluso il lunedì - dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18: una vera e propria svolta, insomma.

          L'anfiteatro, risalente al I secolo avanti Cristo, che torna protagonista perchè, da qui a qualche giorno, un altro allestimento catturerà l'attenzione di salentini e turisti: il tradizionale presepe che, nel giro di qualche giorno, farà la sua comparsa su un palchetto appositamente realizzato nell'area della cavea. Gran parte del materiale di costruzione è stato già scaricato e gli "esperti" si metteranno all'opera già domani fino a realizzare una scenografia, suggestiva e ricca di colori, che rappresenterà la Natività. L'inaugurazione, poi, fissata ufficiosamente per il prossimo 8 dicembre a meno di ripensamenti dell'ultima ora.

          Ma la vera novità è un'altra: il fatto, cioè, che se fino allo scorso anno si poteva ammirare il presepe soltanto dall'alto affacciandosi dalle balaustre circostanti, questa volta lo si potrà vedere da vicino scendendo giù fino al piano del terreno della cavea.

          Lo stesso percorso, insomma, che bisogna compiere, attraverso gli scaloni d'ingresso, per la visita alle gallerie che, nel linguaggio tecnico, si chiamano ambulacri e che, in realtà sono due: il primo, già visitabile da ieri, che segue la curva di sinistra ed è lungo una settantina di metri fino alla zona della colonna di Sant'Oronzo, dirimpetto all'uscita, e il secondo che curva verso destra per quasi un centinaio di metri fino a girare intorno all'anfiteatro prima di fermarsi sotto le fondamenta della chiesa di Santa Maria delle Grazie ma che sarà aperto al pubblico solo nel 2007.

          Un allestimento che, a giudicare dai primi commenti, è piaciuto soprattutto per il gioco di volumi e di luci che si poteva intravedere già dal piano stradale: cinque metri in altezza e tre metri di larghezza con tutti i materiali d'età augustea ritrovati nei primi decenni del Novecento e che per la prima volta possono essere ammirati da vicino insieme alle didascalie e ai pannelli didattici. Un effetto d'insieme che forse nemmeno i leccesi si aspettavano quando ieri sono scesi per capire meglio com'era fatto uno dei più grandi anfiteatri di età classica. Questa, naturalmente, insieme alle decine di capitelli e di fregi decorativi in bassorilievo raffiguranti scene di caccia, animali e altri momenti di vita quotidiana di duemila anni fa: un viaggio nei sotterranei che, come ha riferito già Cosimo Scarcella, di "Archeo", «è solo la prima di una serie di iniziative di valorizzazione dei tesori archeologici della città prima di mettere mano all'altra sfida legata alla fruizione del teatro romano». Troppo spesso relegato nel dimenticatoio e, a fasi alterne, lasciato in balia di cartacce e di erbacce.

 

 

Tratto da:

V. M.,

Duemila anni di storia sotto i piedi - Da ieri il via alle visite,

in Nuovo Quotidiano di Puglia - Lecce,

Domenica 19 novembre 2006

Anno VI - N. 313

 

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