ArcheoSalento - NEWS '10

 

Scoperto il fossato del '500. Difendeva la città antica

         


Il Prof. D'Andria nei pressi dello scavo

          Un altro brano della storia della città è stato riportato alla luce grazie alle indagini archeologiche che si stanno svolgendo, da circa due settimane, intorno alle «mura urbiche». Laddove ora c’è l’ampio parcheggio dell’area ex Carlo Pranzo, nel ‘500, oltre alle mura, c’era anche un fossato largo almeno sette metri. Sinora se ne era solo ipotizzata l’esistenza e un’incisione dello storiografo del ‘600 Giovan Battista Pacichelli lo indicava, senza però esplicitarne l’ubicazione. Le mura dovevano difendere la città dopo che il Salento e Otranto, in particolare, avevano subito l’incursione dei Turchi. Risalgono pertanto al XVI secolo, su progetto di Giangiacomo dell’Acaya. Si calcola che l’ingresso Nord-Ovest della città fosse protetto da una cinta muraria di circa 3.700 metri che inglobava i bastioni di San Francesco e arrivava sino a Porta Napoli.
          Ora si ha anche la riprova del fatto che lungo il perimetro delle mura corresse un fossato che nel tempo fu colmato, accogliendo risulte edilizie, così come attestato dal rinvenimento di un frammento architettonico barocco. «Queste indagini preliminari - dice l’architetta Patrizia Erroi, coordinatore dell’area storica del settore Lavori pubblici del Comune - sono necessarie per l’attuazione di un progetto di riqualificazione dell’area, con un’ipotesi di percorsi lungo e sopra le stesse mura, che erano spesse circa 4metri e mezzo. Alcuni documenti, inoltre, attestano che nell’Ottocento ci fosse una cortina di alberi che correva parallela alle mura, mentre il fossato era stato già colmato». Per il professore Francesco D’Andria, coordinatore scientifico dell’Ibam-Cnr, questa scoperta consente di rileggere l’area di accesso alla città. «Inoltre - sottolinea D’Andria -, questo sistema difensivo, che all’epoca fortunatamente non servì, rimarcò comunque la potenza della stessa città. Già da questo saggio di scavo si intuisce, infatti, l’imponenza delle mura».
          Il progetto per approfondire la conoscenza storica dell’area, preliminare alla sua sistemazione, vede coinvolti il Comune di Lecce, l’Ibam-Cnr, la Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, il dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia. L’attività di indagine è stata affidata alla società di consulenza archeologica « Zis » di Paolo Schiavano, mentre a Gianni Quarta e a Raffaele Persico dell’Ibam-Cnr è stata affidata l’esecuzione dei rilievi e delle prospezioni geofisiche.

Tratto da:

Antonella Lippo

Il Corriere del Mezzogiorno

 

Torna all'indice

 

 

 

Google
Web www.archeosalento.it