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Nardò, oggi al voto ampliamento Area Marina Protetta

         

          Per salvaguardare un’alta biodiversità, per tutelare le 196 specie esistenti, per custodire l’intero tesoro di flora e fauna presente sul territorio prospiciente Torre Uluzzo e la pineta di Portoselvaggio, si ritiene opportuno ampliare la perimetrazione dell’Area Marina Protetta.
          Il Comune di Nardò ha pertanto, avanzato al Ministero dell’Ambiente la formale richiesta di estensione dell’attuale perimetro dell’AMP di Porto Cesareo fino a ricomprendere tutte le aree prospicienti il Parco regionale di Porto Selvaggio. È stata redatta una relazione dal Dirigente del settore ‘Ambiente’ Nicola D’Alessandro e da Raffaele Onorato, i quali hanno potuto appurare i risultati di studio acquisiti nell’ambito del progetto INTERREG “TUR. SEA. ADR”. Tali studi scientifici e tecnici sono propedeutici per l’istituzione delle aree marine protette, anche se in questo caso non si tratta di istituzionalizzare una nuova area marina protetta, ma di un'estensione del perimetro dell’AMP. L’assise del 1 febbraio ha discusso su questa richiesta di rilevante importanza perché è necessario tutelare e valorizzare il nostro territorio pieno di risorse.
          Inoltre, da quanto emerso dalla lettura della relazione, la richiesta di estensione è dovuta anche al mondo pregiato che scende nei meandri di grotte oscure e semioscure, presente su tutto lo sviluppo del litorale interessato. Queste splendide risorse sono state già oggetto di indagini e pubblicazioni scientifiche che ne hanno acclamato la rilevante importanza per la conservazione della biodiversità marina. “Va precisato - ha affermato il dirigente D’Alessandro - che l’estensione non comporta alcun particolare aggravio gestionale o alcun impatto negativo dal punto di vista socio-economico, poiché le aree interessate non sono oggetto di attività di pesca e sono solo interessate, parzialmente, da una modesta attività diportistica che se incontrollata potrà danneggiare irreversibilmente un ecosistema altamente sensibile”.
          Oltre a ciò, come sancito dall’art. 5 sono previste delle ‘attività non consentite’ per non compromettere e alterare le caratteristiche dell’ambiente. In particolare, ‘tali attività non consentite’ includono: qualunque attività che possa costituire pericolo per le specie vegetali e animali (balneazione, immersioni subacquee, la navigazione, ancoraggio, ormeggio, scii nautico, pesca subacquea); qualunque attività di cattura, raccolta e danneggiamento di esemplari vegetali e animali, come la caccia e la pesca; qualunque attività di asportazione o danneggiamento di reperti archeologici; qualunque alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta dell’ambiente geofisico, come l’immissione di sostanze tossiche o inquinanti; l’introduzione di armi; l’uso di fuochi all’ aperto.
          In seguito, è intervenuto il consigliere Mirarco che ha fatto delle osservazioni soprattutto, riguardo la profondità. “Facendo un esempio - continua Mirarco - per uscire dal parco o per arrivare a Porto Cesareo via mare occorre percorrere ben 6 miglia marine da qualsiasi versante”. Perciò Mirarco nella sua proposta vorrebbe: “ridurre la superficie dell’AMP di circa la metà in riscontro delle istanze dei pescatori professionali, sportivi e operatori turistici”.
          “È bene giungere preparati - ha sostenuto il Sindaco Vaglio - e con le idee chiare all’incontro del 3 febbraio tra Stato e regione per delineare il seguente schema- decreto”.
          Su questo punto e altro ancora, la giunta sta valutando la decisione da prendere che sarà nota nel pomeriggio alle 19 con il voto conclusivo..
 

Tratto da:

               Paola De Pascali

Il Paese Nuovo

 

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