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Sotto la lente del radiocarbonio

         

          L'università del Salento, sotto la guida di Calcagnile, ha realizzato il primo centro italiano per la ricerca e il servizio di datazione con il radiocarbonio. Si chiama Cedad e dispone di un acceleratore di particelle in grado di effettuare la spettrometria di massa ad alta risoluzione, la stessa tecnica che nel 1989 consentì ai laboratori di Oxford, Zurigo e Tucson di datare la Sacra Sindone.
          Grazie a questa struttura l'Italia ha finalmente colmato il divario tecnologico con Austria, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Svizzera, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia e Nuova Zelanda dove da tempo sono operativi centri di eccellenza simili e, dal 2004, non è più necessario rivolgersi all'estero per la datazione di oggetti di interesse storico ed artistico o di reperti e siti archeologici. Le tecnologie innovative del Cedad consentono un efficiente servizio di datazione con il radiocarbonio su scala internazionale, con pochi milligrammi di materiale, in soli 30 giorni e a costi veramente competitivi. I campi di ricerca che utilizzano il radiocarbonio come marker sono tanti: dall'archeologia alle scienze ambientali, dalla geologia alla medicina legale, dalla biologia alla scienza dei materiali. Il laboratorio si trova a Brindisi, nella Cittadella della ricerca del dipartimento di Ingegneria dell’innovazione.

[b.v.]

 

Tratto da:

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it

 

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