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Il tratto di costa
compreso tra Lido Marini e Torre Mozza (Comune di
Ugento) si caratterizza per la presenza di una vasta area sabbiosa,
alle cui spalle vi è una serie di terreni in gran parte paludosi,
costeggiati dal bacino di bonifica “Sponderati sud”.
A metà del suddetto tratto di litorale, in località punta del “Macolone”,
Antonio Piccinno - a seguito di sistematiche ricerche di
superficie effettuate negli anni ’70 del secolo scorso - ha
rinvenuto “in prossimità del mare, in un terreno paludoso”,
manufatti del Paleolitico Superiore di facies epigravettiana. Si
tratta, nello specifico, di grattatoi discoidali e subdiscoidali,
bulini ad asse e microbulini.
L’area in oggetto ha restituito, nel corso della stessa campagna di
ricognizioni di superficie, diverse evidenze archeologiche tra cui
si annovera un focolare dell’età del Bronzo, di forma sub-circolare
(70 x 40 cm), costituito da blocchi di pietre cementate e combuste,
sabbie, carbone e frammenti ceramici ad impasto.
Un’altra importante
scoperta è stata effettuata, di recente, nella stessa località,
all’estremità del pianoro che chiude a sud l’ampia insenatura. Si
tratta di tracce di buche da palo pertinenti un probabile villaggio
palafitticolo databile all’età del Bronzo. Di esse se ne conservano
dodici, allo stato attuale quasi completamente obliterate dal moto
ondoso delle maree.
Poco più a nord di punta “Macolone”, nei pressi della località
marina di Torre Mozza, è stato individuato un terrapieno, spesso
circa 50 cm, al cui interno vi era conservato un deposito
archeologico (lungo 7 metri e spesso 0,40 metri), composto da un
terreno di colore bruno scuro, con frammenti fittili di età
protostorica, probabilmente riferibili all’Eneolitico. La recente
realizzazione del lungomare di Torre Mozza ha prodotto
l’obliterazione di questo eccezionale contesto archeologico.
Non di minore interesse
si è rilevato il rinvenimento, all’interno dei bacini di bonifica di
Torre Mozza - nel corso di operazioni di dragaggio - di reperti
archeologici tra cui un frammento fossilizzato di palco di cervo,
numerosi frammenti di ceramica riferibile all’età messapica e romana
unitamente a resti osteologici relativi a tartarughe terrestri e
palustri e conchiglie di varie specie.
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Tratto da:
http://www.salogentis.it/2010/01/01/rinvenimenti-archeologici-tra-lido-marini-e-torre-mozza-ugento/
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