ArcheoSalento - NEWS '09

 

Gli egittologi scoprono anche il Salento

 

          Circa cento studiosi e ricercatori provenienti da tutto il mondo (Stati Uniti, Australia, Canada, Egitto, Francia e Germania) sono a Lecce (fino a domani) per prendere parte presso l’Hotel Tiziano alla Sesta Conferenza Internazionale sul Dakhleh Oasis Project, un programma di ricerca che ha lo scopo di far riemergere le antiche città delle Oasi del deserto occidentale egiziano e deserto libico, a cui partecipano l’Università del Salento, la New York University e la Monash University di Melbourne.

          L’organizzazione in questa edizione è stata appunto affidata al professor Mario Capasso e alla professoressa Paola Davoli (in foto), rispettivamente docenti di papirologia ed egittologia dell’Ateneo salentino. Questo meeting internazionale che costituisce un importantissimo evento scientifico, per la sua importanza coinvolge anche gli aspetti culturali e turistici di un città come Lecce e di un territorio come il Salento che si vorrebbero sempre più conosciuti nel mondo.

          E queste sono forse le occasioni in cui sarebbe necessaria una maggiore sinergia fra istituzioni, operatori turistici e culturali. “Salento is very very nice” (il Salento è veramente molto bello)”, dice il professor A.J. Mills, di origine inglese ma proveniente dal Royal Ontario Musem del Canada, direttore del progetto, egittologo di fama internazionale, che negli anni ’60 ha partecipato per l’Unesco al salvataggio dei siti archeologici della Nubia in concomitanza con la costruzione della diga di Assuan. “Questo progetto ha iniziato ad operare nel 1978 con altri studiosi canadesi, poi questo gruppo è aumentato ed è diventato una grande famiglia… una grande famiglia in cui c’è l'Università del Salento”, spiega Mills.

          La riunione degli studiosi ha anche avuto aspetti di divertimento e mondanità. Dice Salima Ikram, docente di egittologia presso la American University in Cairo: “Io e mio marito Nicholas (architetto di origine inglese che lavora al restauro dei monumenti egiziani, ndr) amiamo il vino Primitivo, assaggiato al nostro arrivo a Brindisi”. Gli ospiti sono stati, anche, travolti dai ritmi della “pizzica” in un “gala dinner” che si è chiuso sulle note di “Kali nikta”, eseguito dal Gruppo Arakne Mediterranea.

 

Tratto da:

Nicola De Paulis

Gli egittologi scoprono anche il Salento,

in Nuovo Quotidiano di Puglia - Lecce,

Mercoledì 23 novembre 2009

Anno IX - N. 261

 

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