Lecce - Banca d'Italia

(Scavi)

 

Lecce

Piazzetta Castromediano

Castello Carlo V Vico degli Albanesi Il nuovo Rettorato Convento dei Carmelitani

 

Banca d'Italia

         

Fig. 1) Lecce nel 1882 - rilievo di M. Astuti

(G. Ciongoli ed L. Giordino, 2000)

          Due indagini archeologiche, condotte nella stessa area in tempi lontani tra loro e con metodologie diverse, consentono oggi di ricomporre, anche con l’aiuto delle tecnologie informatiche, alcuni frammenti della storia urbanistica di Lecce tra il IV a.C. e i nostri giorni. (Fig. 1)

 

          Nel 1900, la costruzione della Banca d’Italia ha rappresentato un momento importante nella vita della città. L’area prescelta per il nuovo edificio si trova nei pressi di piazza S. Oronzo, cuore politico e amministrativo della città ottocentesca, e il suo inserimento causa una profonda trasformazione nel tessuto abitativo preesistente. (fig. 2) Un intero isolato – l’Isola del Governatore – viene demolito e allo studioso Cosimo De Giorgi è affidato il compito di individuare e di documentare le testimonianze archeologiche presenti nell’area.

Fig. 2) Lecce

Banca d'Italia e Anfiteatro

 

          Nel 1998, a distanza di quasi un secolo dalla sua costruzione, la sede della Banca d’Italia è oggetto di un esteso intervento di restauro e di trasformazione interna. Ancora una volta, con grande intuito e lungimiranza, si approfitta dell’occasione fornita dai nuovi lavori per rivisitare i sotterranei dell’edificio e per rileggere tutte quelle tracce di frequentazione umana che il banco roccioso ha eccezionalmente conservato e restituito.

 

          L’area oggi occupata dalla Banca d’Italia si trova all’interno della città messapica. La sua superficie (1200 mq.) rappresenta un campione molto limitato rispetto a quella dell’abitato (50 ettari): nonostante ciò essa ne ripropone fedelmente l’organizzazione interna: le tombe si alternano alle abitazioni, secondo un tessuto urbano profondamente diverso dal reticolato di isolati tipico delle città greche e romane. Forma e aspetti costruttivi dell’ultimo edificio presente richiamano quelli delle case di IV e III secolo a. C. di altri centri della Messapia (Vaste): pochi ambienti di forma irregolare, pavimenti in battuto di tufina e mura a filari di blocchi squadrati. (Fig. 3)

Fig. 3) Lecce - Scavi condotti sotto la Banca d'Italia

 

          Un gruppo di tombe si sviluppa accanto all’abitazione, occupando un settore distinto e separato. (Fig. 4) Le sepolture non formano una maglia fitta e regolare e sono diverse per orientamento e dimensioni. Esse si distribuiscono lungo i lati di un lungo muro, con base modanata, verosimilmente identificabile come il recinto monumentale di un’area riservata a una élite aristocratica.

 

          Al suo interno trovano infatti posto alcune strutture monumentali, costituite da una tomba a camera ipogeica e da un complesso di due tombe gemelle, internamente decorate con una cornice  modanata. Delle 14 sepolture individuate, soltanto tre conservavano intatte le deposizioni originarie. Due di esse sono databili alla seconda metà del IV secolo a. C., ma in ciascun corredo è presente un prezioso vaso figurato, di 50 anni più antico rispetto agli altri oggetti. Essi sono tra i pochissimi esemplari di ceramica figurata presenti nelle necropoli leccesi e sono anche i più antichi. La composizione del terzo corredo ripropone la consueta riutilizzazione della struttura funeraria per un periodo di tempo che va dalla seconda metà del IV alla fine del II secolo a. C. (Fig.5-6) Le tombe dell’area della Banca d’Italia fanno probabilmente parte di un’ampia necropoli, che si estende ad ovest di piazza S. Oronzo e di cui sono stati trovati consistenti nuclei sotto il Palazzo INA, sul lato occidentale della stessa Piazza e in via Rubichi.

         

Fig. 4) Lecce

Iscrizione funeraria della tomba n. 4

(G. Ciongoli ed L. Giordino, 2000)

      Nel corso dell’età imperiale, l’area della sede della Banca d’Italia riceve una sistemazione diversa da quella di età messapica.  Questo mutamento rappresenta un segno evidente della grande trasformazione urbanistica di età augustea e dell’avvenuta costruzione dell’anfiteatro, posto a ridosso dell’area. La totale assenza di strutture (edifici pubblici o privati, strade) per una superficie di 1200 mq. evidenzia come l’inserimento del grande edificio da spettacolo sia stato accompagnato dalla creazione di un’ampia fascia libera circostante, necessaria a garantirne una piena funzionalità.

         

Fig. 5) Lecce - Ricostruzione in 3D della tomba n. 1

(G. Ciongoli ed L. Giordino, 2000)

     Statue frammentarie, elementi architettonici, rivestimenti parietali e pavimentali, tutti in marmo, rappresentano parte della documentazione archeologica di età romana rinvenuta negli scavi del 1900 e del 1998. sebbene privi di qualsiasi contesto di riferimento, essi costituiscono un chiaro indizio della vicinanza di uno o più edifici monumentali e della destinazione pubblica dell’area.

 

          In età tardoantica (V-VI sec. d. C.), questo settore dello spazio urbano viene interessato da un’ulteriore trasformazione. Un piccolo edificio e un lungo muro sono costituiti  con grandi blocchi squadrati in calcare locale, in gran parte di reimpiego, dalla tessitura irregolare. Spessore, lunghezza e tracciato del muro ne suggeriscono l’identificazione con una struttura difensiva. Questa segna una delimitazione dello spazio urbano di Lupiae in un periodo in cui si è già verificato l’abbandono dell’anfiteatro come edificio da spettacolo. La sovrapposizione dell’Isola del Governatore a questo muro ne conferma la cronologia recente e lo inserisce nel quadro delle trasformazioni urbanistiche che hanno impostato il volto della città medievale.

         

Fig. 6) Lecce

Corredo della tomba n. 1

(G. Ciongoli ed L. Giordino, 2000)

La preziosa descrizione di Lictia fornita da Guidone alla fine dell’XI secolo individua proprio nel perimetro dell’anfiteatro, ormai completamente interrato, il parvum municipium della città. Questo passo rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza stoica e urbanistica dell’area oggi occupata dalla Banca d’Italia.

 

 

Tratto da:

Lecce Fremmenti di storia urbana - Tesori archeologici sotto la Banca d'Italia

Da un'indagine archeologica condotta nel 1998

da Gian-Paolo Ciongoli (Soprintendenza Archeologica della Puglia)

e da Liliana Giardino (Università di Lecce, Dipartimento di Beni Culturali),

Coordinamento: M. Lombardo,

Ideazione e progetto scientifico della mostra: L. Giardino,

Curatori: P. Arthur - G.P. Ciongoli - L. Giardino,

Elaborazione grafiche: F. Gabellone,

Design: Moscara Associati Progetti d'Autore,

Editore: Editrice Salentina, Galatina, Novembre 2000